domenica 23 marzo 2008

Asaro Giulia

matricola 263743



Scenari digitali, saranno questi i prossimi ambienti lavorativi degli architetti.
Cestinando carta e penna, i progetti verranno realizzati tramite stili magnetici su supporti composti da fasci di luce olografici.
In passato i programmi grafici per PC che avrebbero consentito lo sviluppo di edifici e strutture architettoniche venivano considerati semplici frutti della fantasia degli scrittori cyberpunk.
Il pioniere di questa tecnologia fu Frank O. Ghery, che introdusse l'utilizzo del computer nella progettazione architettonica, oggi largamente diffusa grazie a programmi come AutoCAD, ArchiCAD ecc..
Questi programmi delineano sullo schermo le tracce dei progetti, tracce che un giorno unite alla ancora giovane tecnologia degli ologrammi segnaranno il nuovo modo di fare architettura.
Ben chiaro è l'esempio datoci nei film della saga di Star Wars, dove fasci di luce proiettati nell'aria trasmettono immagini registrate, statiche o in movimento.
Le vecchie linee su due dimensioni rappresentate nei monitor potranno essere proiettate nell'aria in modo da rendere chiara ed immediata la volumetria del progetto.
Inoltre, grazie a queste nuove tecnologie, sarà possibile interagire con l'ologramma stesso segnandovi, nel caso in cui ve ne fosse bisogno, le correzioni da effettuare, proprio come avviene in un touch screen.
Nei cantiere si potrà usufruire di questi ologrammi per poter visualizzare sul terreno d'appalto l'ipotetica struttura in dimensioni reali e tridimensionali.
In questo modo gli archittetti potranno anche mostrare ai propri colleghi o ai propri committenti i progetti e le modifiche tridimensionalmente anche a grandi distanze, sfruttando l'invio di file a grande velocità tramite le reti internet. Se questo da una parte spingerà la vita ad una maggiore 'introversia, dato la mancata esigenza di uscire per scambiare informazioni, dall'altra volgerà l'archittetto stesso alla costruzione di strutture sempre più estroverse, che in parte compenseranno il problema.
Ciononostante, queste tecnologie sono ancora in embrione persino in paesi altamente sviluppati come il Giappone o gli Stati Uniti d'America dove ogni anno vengono investiti milioni di dollari nella ricerca, di conseguenza in Italia, data la carenza di denaro destinato alla scienza, potremo coglierne i frutti solo fra molti anni.
La domotica ha invece compiuto passi da gigante già a partire dagli anni 90', infatti presto avremo nelle nostre case sistemi capaci di gestire le più semplici e tediose questioni quali il regolamento della luminosità e della temperatura, o quelle che portano via maggior tempo come l'igene o la preparazione dei pasti.
Sempre nel campo della domotica, ma in un futuro più lontano, potrebbero essere costruite macchine capaci di regolare le emozioni mediante l'utilizzo di particolari frequenze di cariche elettriche volte a stimolare i neuroni stessi, ad esempio sveglie capaci di rendere il risveglio programmato naturale.
Nell'attesa però che queste innovazioni bussino alle nostre porte, non ci resta che affidarci ai mezzi di cui oggi disponiamo.

-Ma gli androidi sognano pecore elettriche? (Blade Runner)- Philip K. Dick
-Io PICCI - Marzo 2008
-Epoca - Agosto 1955
-Expanded Universe - Alan D. Foster
-Architecture & PC.La rivoluzione digitale in architettura - Paolo G. Mancia

Scenari Digitali

Cendron Valentina matricola n° 264111

I.U.A.V. - Facoltà di Scienze dell’Architettura
Corso di Fondamenti di Informatica
– Scenari Digitali –
Prof. Galluzzo Maurizio



L’utilizzo delle tecnologie informatiche e telematiche sicuramente è e sarà molto importante per il lavoro dell’architetto.
In questi anni sono molte le nuove tecnologie che facilitano e aiutano il lavoro dei professionisti.
Un esempio di queste nuove realtà sono i programmi per il disegno digitale bidimensionali e tridimensionali tra cui il Revit Building che consente di sviluppare progetti di elevata qualità in tempi brevi.
Questo programma offre importanti opportunità al progettista permettendo una visione integrale del progetto con più viste, sezioni, ecc… e permette a più architetti di lavorare simultaneamente sullo stesso progetto.
Un’altra innovativa tecnologia consiste nel rilievo di facciate di fabbricati per mezzo di strumenti scanner con restituzione immediata del rilievo per iniziare la progettazione.
Tutte queste nuove “invenzioni”, quindi, mirano ad un risparmio di tempo ed a una migliore ed approfondita progettazione architettonica.
Ovviamente tutte queste tecnologie informatiche, oltre ad essere innovative ed utili, hanno ancora un costo troppo elevato.
Questo è il principale e più importante motivo del mancato sviluppo nell’utilizzo di queste tecnologie.
Una soluzione informatica molto utile e al tempo stesso abbordabile dal punto di vista economico nei nostri tempi è costituita dalla rete wireless, cioè un collegamento tra computer senza fili.
In tale modo si permette una gestione dinamica della progettazione con scambio di informazioni tra i vari progettisti senza la limitazione derivata dai cavi.
Nel futuro per il lavoro dell’architetto un altro fattore molto importante sarà la domotica, ancora poco utilizzata nei nostri tempi.
La domotica è il progettare l’edificio in modo intelligente, queste case infatti vengono chiamate intelligenti, attraverso l’utilizzo di microchip all’inizio ed ora tecnologie similari più raffinate, standardizzate e miniaturizzate.
Alcuni esempi di tecnologie nelle case intelligenti sono le apparecchiature per la gestione dell'energia, la sicurezza di persone e di beni, il controllo e i comandi di tutti gli equipaggiamenti domestici. Un esempio di apparecchiature per la gestione in parziale autonomia dell’energia è rappresentato dai pannelli fotovoltaici, attrezzature che cominciano ora ad espandersi ma che comunque hanno un freno potente derivato dagli elevati costi.
I pannelli fotovoltaici, a base di silicio, trasformano l’energia solare in energia elettrica.
Questo sistema è destinato ad espandersi e si stima che entro il 2030 soddisfi circa il 10% della domanda mondiale di energia elettrica.


Bibliografia:
· Progettare la demotica – Criteri e tecniche per la progettazione della casa intelligente – Massimo Cipolla
· Rivista Casa & Clima
· Manuale utente di Autodesk Revit Building vers. 8.0

Strati Rocco

SCENARI DIGITALI




ROCCO STRATI, 264524

In questo ultimo periodo si è venuta a caratterizzare un’ idea di architettura sempre più ibrida, eterogenea e priva di conclusione. Origine di questo fenomeno è stata la necessità dell’architettura di uscire dalla sua sfera ed espandersi in quella dell’arte. Con la diffusione della land art gli architetti hanno capito che quel tipo di ricerca era ciò che a loro mancava:lavorare ad una scala più globale, il fenomeno architettonico non poteva chiudersi con dei corpi solidi e finiti. Questi fattori, più la crescita demografica delle città,hanno portato all’estensione di queste, che da nuclei centrali divengono conurbazioni policentriche iperestese, nelle quali non sono riconoscibili confini e si assiste alla presenza di molti centri anzichè di un unico principale. Il paesaggio diviene l’unico grande edificio della città. E’ qui che devono intervenire le moderne tecnologie digitali a supporto dell’architettura:dei sistemi capaci di far comunicare tra loro una grande massa di individui distribuiti in un vasto territorio. C’è una smaterializzazione dell’architettura: essa si graficizza sempre più e questo grazie e sopratutto alle moderne tecnologie digitali. D’ora in avanti architettura sarà quell’ampio sistema di reti informatiche, telematiche, schermi che posti in relazione e in funzione del paesaggio garantiranno una costante connessione degli individui tra loro e sapranno proporre concetti e sensazioni nuove giorno per giorno. Se vogliamo il mondo è diventato un’unica grande casa da progettare.
Un esempio di queste tecnologie è il sistema wireless che permette a qualsiasi utente di connettersi in ogni istante alla rete globale e dunque dialogare e comunicare con il mondo intero.
Purtroppo nella società italiana non ci sono mai stati chiari segnali che dessero il via ad una modernizzazione informatica e digitale: le nuove tecnologie sono state viste dagli intellettuali più come una forma di globalizzazione che come un elemento di aumento delle opportunità sociali.

A livello abitativo lavora la domotica le cui ricerche tendono a creare nella casa una condizione in cui l’utente sia in grado di gestire tutti gli impianti di essa da un unico ambiente. Questa operazione è volta a snellire e regolare tutte quelle operazioni di gestione degli impianti della casa che richiedono sempre più tempo. L’impianto domotico, che si avvale delle tecnologie hardwere e softwere permette di attuare automaticamente i comandi che l’utente esercita manualmente sui dispositivi di comando dell’impianto elettrico. Creare una casa intelligente che sia in grado di autogestirsi è l’obiettivo del futuro.







Bibliografia:2A+P, rivista di progettazione, Castelvecchi, 2001; Sabina Lenoci, Tra arte ecologia e urbanistica, Maltemi editore Srl, 2005; Casa futura, Periodici Maggioli, 2006; Shelly Brisbin, Reti Wi Fi, Apogeo editore, 2003; Giuseppe Jacobini, L’informazione digitale, Rubbettino editore Srl, 2002

sabato 22 marzo 2008

Fabris Anna


Fabris Anna matricola 263636


La tecnologia digitale ha imposto un cambiamento radicale nei materiali, nella tecnologia e nei sistemi di comunicazione utilizzati nell’industria delle costruzioni,portando anche il modo di pensare e praticare l’architettura ad una trasformazione radicale. Nel corso degli ultimi due decenni è stato diffusamente usato il CAD (Computer Aided Design) ed è soltanto negli anni più recenti che le funzionalità del CAM (Computer Aided Manufacturing), utilizzato nella produzione industriale, sono state impiegate in modo significativo anche nella progettazione architettonica. Risorse digitali come questa offrono enormi potenzialità di impatto, una delle quali è sicuramente la possibilità di apportare continue variazioni al progetto di serie nel processo di produzione.
Sempre più spesso gli architetti si sono ispirati ad altre discipline e ad altri processi industriali usando la progettazione al computer e i software per la produzione industriale, originariamente sviluppati per altri settori. Ciò può essere attribuito al fatto che molti cambiamenti culturali si sono verificati più velocemente in altri contesti rispetto quello della progettazione architettonica. È interessante notare che, nell’era dell’informazione, discipline un tempo distinte sono legate tra loro attraverso un nuovo linguaggio universale: il codice binario digitale. Molti dei programmi recentemente adottati hanno consentito a questa generazione di progettisti di lavorare con curvature estremamente complesse e con forme non euclidee, che sarebbero state impensabili senza l’uso del computer e di sofisticati software d’animazione. Programmi come Alias e Maya permettono di simulare l’azione di forze complesse e ambienti virtuali in continuo cambiamento dinamico, che possono poi essere tradotti in forma costruita. Ma l’uso della tecnologia digitale nella progettazione non si riduce solo alla creazione di nuove forme e spazi, una nuova frontiera su cui i progettisti dovranno misurarsi, potendo esprimere possibili funzioni e nuovi servizi per l'abitare, è rappresentata dagli scenari applicativi domotici. Oggi grazie alla domotica è possibile gestire facilmente molte delle funzioni di una casa, l’impianto di illuminazione, quello di riscaldamento e raffreddamento, il sistema d’allarme, e addirittura il sistema di comunicazione, il telefono, sia tradizionale o voip, fax, Internet.Ciò significa controllare in maniera centralizzata tutto il sistema casa, mediante interfacce semplici, spesso touchscreen, attraverso le quali è possibile “impostare” ambienti . Volendo ad esempio vedere un dvd, è possibile impostare lo scenario “Cinema” e le luci delle altre stanze si spengono e quelle del salotto si abbassano. Se il nostro sistema di gestione ci permette di controllare anche il lettore, dobbiamo solo ricordarci di inserire il dvd prima di sederci. Altra faccia importante della demotica è lo stretto legame con il risparmio energetico, data la sua predisposizione ad ottimizzare dei consumi ed evitare gli sprechi.
Alla base di tutto, per la trasmissione dei dati, reti wifi e banda larga. Per il resto il problema non è la tecnologia, ma piuttosto la testa delle persone, che devono vincere le proprie fobie per aprire la propria mente all’innovazione.
In Italia, grandi aziende di informatica come Olivetti sono scomparse. Le attività di ricerca e sviluppo di grandi aziende come Telecom e Enel sono state ridisegnate o del tutto cancellate. Le aziende pubbliche sono state privatizzate spesso anche senza preoccuparsi di mantenere e magari sviluppare una capacità produttiva e di innovazione. Sul lato dei finanziamenti si è verificato un crollo degli investimenti pubblici in ricerca e innovazione. L’Italia ha quindi bisogno di una scossa perché il problema non sono le occasioni mancate ma la scarsa capacità di reazione, le inerzie e le paure che ci frenano. Siamo affascinati dai media, dai servizi, dai telefonini e dalla televisione e non ci rendiamo conto che questi sono solamente una piccola porzione di un mondo ben più complesso che è in continua trasformazione ed evoluzione. Se non facciamo più software e in generale ICT, non è perché nel nostro paese manchino le risorse o le persone con le capacità per farli, ma perché manca la vision, il coraggio e la volontà di farlo.


· "PROGETTARE LA DOMOTICA" - Criteri e tecniche per la progettazione della casa intelligente" di M. Capolla - Maggioli editore – 2004

· "NUOVE BIDIMENSIONALITA" – Tensioni superficiali nell’architettura digitale” di A. Imperiale – Universale di Architettura -2001

· IL SOLE 24 ORE

Francesco Corrò

Facola di Scienze dell'archittettura
Corso di fondamenti di informatica
Prof. Maurizio Galluzzo

Scenari digitali

Francesco Corrò Matricola:265082


L’evoluzione

 della tecnologia, in quanto parte della civiltà, si è svolta lungo una grande varietà di campi. E’ chiaro però che ha sempre esercitato una influenza determinante nelle arti e la professione dell’architetto è sicuramente tr

a le più coinvolte e tr

asformate da questo rapido sviluppo. Per gli architetti è stato in primo luogo l’avvento del CAD (Computer Aided Designe) a ri

dimensionare o comunque a modificare alcune di quelle che erano le tradizionali caratteristiche del mestiere. L’abilità di visualizzare graficamente uno spazio immaginato è stata  quasi totalmente scavalcata dalle rapide trasformazioni operate dai software per il d

isegno 2D e 3D, così come la consueta bravura in sede finale dei disegnatori, data la possibilità di stampare in pochi minuti le tavole progettuali tramite plotter. L’elaboratore elettronico inoltre permette di valuta

re a fondo aspetto, solidità strutturale e costo del suo ideato. Na

turalmente la tecnologia può migliorare la capacità dell’architetto nel produrre il suo lavoro ma non cambia assolutamente la possibilità di base e le esperienze tecniche  creative che deve possedere. Per esempio, nella scultura è abbastanza probabile che strum

enti meccanici controllati numericamente possano sostituire il martello o lo scalpello dello scultore, ma è molto improbabile che l’elaboratore rimpiazzi mai lo scultore. Insomma, parafrasando ed estendendo la celebre definizione di Adolf Loos, oggi l’architetto è un muratore che ha studiato l’informatica e il latino.

 Tutti gli studi di architettura dunque, oltre ad essere definitivamente passati dal tecnigrafo al disegno elettronico, si sono anche collegati all

a rete vista la semplicità e l‘economicità con la quale ora lo si può fare. Tramite internet si scambiano disegni, si aggiornano quotidianamente, in maniera interattiva e collaborativa. E’ possibile infatti avere, attraverso una semplice connessione, dati planimetrie e caratteristiche del territorio su cui si dovrà progettare la nuova struttura. Sullo stesso piano comunicativo, ma ben più versatile, sta però avendo un grande successo la tecnologia Wireless (dall’inglese “senza fili”), associando a

lla possibilità di una connessione più semplice e veloce anche l’eliminazione da vincoli strutturali a favore della mobilità. In genere, la funzione interattiva svolta dalla tecnologia nell’ambito della architettura, può soltanto favorirne uno sviluppo migliore e ragionato anche sulla base di opinioni pubbliche,

 che in questo modo potranno giudicare quelle che saranno le future opere.

Quando si parla di internet si pensa a un linguaggio globale, ma non è sempre così. Quello che succede in Italia è abbastanza diverso da quello che accade negli Stati Uniti o nel Giappone, dove i governi sostengono lo sviluppo nel campo della tecnologia fornendo la maggior parte dei fondi di ricerca disponibili a università e istituzioni governative del settore. Il governo infatti non sv

olge questa funzione di primo piano nell’incentivare la ricerca di base, ed a causa dei costi  e dei rischi crescenti, le industrie tendono a fare investimenti più convenienti nella ricerca applicata che nella ricerca di base. In questo modo laboratori e università soffrono di una cronica mancanza di finanziamenti ed una conseguente arretratezza tecnologica nei confronti di altri paesi. Nonostante tutto le macchine digitali, sulla spinta della ricerca globale, diventeranno sempre piùabili ed eseguiranno anche molte mansioni oggi affidate agli esseri umani. Nelle fiabe, le fate trasformano i desideri in 

realtà con un tocco  di bacchetta magica. Oggi si può fare lo stesso con un telecomando di nuova generazione. Non è una fav

ola hi-tec, ma una realtà  resa possibile dalla nuovissima tecnologia di Mems (Micro Electro Mechanical Systems). Questi ingranaggi invisibili permettono una infinità di operazioni: ecco che al rientro dal lavoro la casa ci riconoscerà aprendoci la porta, e mentre le luci si accendono  gli elettrodomestici “parleranno” tra loro comunicando

 il piatto pronto del giorno. Tutte tecnologie affidate a coloro che, nello studio della domotica, ci prospettano idee in grado di migliorare sensibilmente la qualità della vita.


Bibliografia:

-Hiroshi Imose, John R. Pierce “Tecnologia dell’informazione e nuova cultura”
-Derrick De Kerckhove “L’archtettura dell’Intelligenza” 2002

-Capolla Massimo “Progettare la domotica” 2007

-Focus “La nostra casa nel 2020” (settembre 2004)

-Inserto Tecnologia da Focus n.146 (dicembre 2004) 

-Focus “Pronti al futuro?

” (dicembre 2006)

Scenari Digitali



Yves Polo-Friz matricola n.264353
A.A 2007/2008
Università IUAV di Venezia
Facoltà di Architettura
Fondamenti di Informatica
Scenari digitali
Si sta vivendo un periodo di grande innovazione tecnologica nel mondo delle intercomunicazioni , cosa che avrà ,come ovvia conseguenza,la sua influenza in tutti i campi in cui queste nuove tecnologie potranno trovare applicazione.
Da prodotti di nicchia queste nuove tecnologie sono applicate ed utilizzate ora in maniera massiccia,anche se ancora in modo superficiale,senza sfruttare la totale potenzialità che questi mezzi offrono.
Termini come
bluetooth, wireless, Ipod sono noti a molti.
Vi è oggi la possibilità di usufruire di tecnologie che,fino ad un decennio fa,sarebbero sembrate straordinarie.A queste si aggiungono costi accessibili che consentono a tutti indistintamente il loro acquisto ed utilizzo.
Grandi possibilità sono offerte nello scambio ed invio interpersonale di files ed informazioni e,quindi,queste possibilità si possono tradurre in conoscenza.
Dal punto di vista strettamente legato all’architettura ed alla progettazione ,le nuove tecnologie di rappresentazione grafica,di rilievo dell’esistente e di disegno hanno apportato nel mondo della progettazione e della creatività delle grandi novità:
Il controllo millimetrico dell’opera in tutte le sue parti,la possibilità attraverso il
rendering di visualizzare l’opera stessa nel contesto ambientale in cui questa si va ad inserire,la possibilità di una completa visione tridimensionale dell’opera e di una sua introspezione,la possibilità di gestire composizioni di forme e volumi che ,fino a qualche decennio fa,sarebbero state impossibili,ha portato ad una “rifondazione” dell’architettura e del design.
Ritengo quest’ultima precisazione doverosa in quanto sarebbe errato pensare che l’innovazione investa solamente l’architettura intesa come progettazione di fabbricati quando questa,invece,ha forti influenze in tutti i campi che riguardano la creazione e l’invenzione delle forme.
Vicino alla composizione architettonica tradizionale sono nate delle composizioni costituite da forme complesse e prive di vincoli formali ma perfettamente gestibili grazie alle potenzialità offerte da programmi di modellazione tridimensionale.
Per citare l’opera di un architetto italiano che ha fatte sue le potenzialità di questi nuovi strumenti di lavoro e rappresentazione ,si veda ad esempio il progetto per il Centro Congressi dell’EUR a Roma di
Massimiliano Fuksas.
Grazie ad un sapiente mix tra materiali innovativi e nuove possibilità compositive,l’opera che ne scaturisce ci proietta verso le nuove frontiere dell’architettura delle quali i nuovi architetti stessi devono essere consapevoli.




La “nuvola”-Quartiere EUR- Roma-arch.Fuksas

All’ombra di tutto quanto premesso,ritengo che tutte le tecnologie digitali che permettono di ottenere una totale gestione di un opera in tutte le sue forme diventano importanti per gli architetti e per il loro lavoro,soprattutto se permettono a chi le usa di esprimere senza limiti la propria fantasia e creatività.



Herzog & De Meuron- Stadio Olimpico di Pechino -

Nonostante le potenzialità insiste nell’uso delle nuove tecnologie digitali,vi sono ancora delle remore relativamente al loro uso.
Io credo che i limiti allo sviluppo dell’informatica possano essere molteplici e legati a più fattori:
Nelle nuove generazioni,la mancanza,a livello scolastico,di investimenti per l’acquisto di apparecchiature hardware e software e ,nello stesso ambiente scolastico,la scarsa propensione all’insegnamento dell’informatica e delle sue applicazioni, con la conseguenza che l’utilizzo dei PC è relegato ad un ruolo marginale e ludico,cosa che impedisce,durante la fase di apprendimento,la formazione di una “mentalità” informatica;
La mancanza di una cultura informatica nelle generazioni che hanno visto nascere il PC e lo hanno visto evolversi e che,pertanto,guardano ancora all’informatica con perplessità;
Nel campo della progettazione architettonica,l’utilizzo di tecnologie digitali di rappresentazione vanno spesso a cozzare con il contesto urbanistico e storico in cui si opera.La costante necessità,soprattutto in Italia,di dover porre in relazione edifici moderni con edifici storici,crea dei vincoli dal punto di vista creativo che impediscono di sfruttare al massimo le potenzialità creative e rappresentative delle tecnologie digitali.
Sempre più spesso l’involucro che contiene l’edificio diventa,nell’idea dell’architetto,un mezzo di comunicazione,uno schermo digitale,un’interfaccia dell’edificio stesso che all’interno di un contesto urbano si va a fondere con maxischermi,cartelloni pubblicitari ed insegne luminose.La progettazione di edifici con queste nuove caratteristiche trovano una certa resistenza ,da parte di intellettuali e storici, nel momento in cui l’opera viene calata nel contesto storico.Talvolta,pertanto,la rappresentazione grafica ha la necessità (o l’obbligo) di una raffigurazione più tradizionale ,cosa che condiziona non poco l’utilizzo delle enormi potenzialità delle tecnologie digitali.
Un’altra causa del lento sviluppo delle nuove tecnologie informatiche è il “digital divide”,l’impossibilità,in molte zone del territorio nazionale,di accesso alla cosiddetta “banda larga” con la conseguenza che non vi è una omogenea possibilità di accesso alla rete per tutti gli utenti.
In molte zone del territorio nazionale,infatti,molti utenti non possono sfruttare a pieno le possibilità offerte dalle nuove tecnologie in quanto l’accesso alle informazioni,le comunicazioni interpersonali,lo scambio di una grossa quantità di dati in rete viene limitata dalla scarsa velocità di trasmissione dei dati stessi.In queste condizioni i fruitori del servizio,le aziende,gli studi professionali,non investono in nuove tecnologie oppure sono restii a farlo in quanto,a fronte di un impegno di spesa che può essere anche ingente,non vi è dall’altra parte un completo sfruttamento delle potenzialità della rete.
Dai risultati di un indagine pubblicata su PC magazine di Marzo 2008,infatti,risulta che a Milano,zona in cui vi è la possibilità di accedere alla banda larga,restano ancora esclusi completamente dalla “dimensione tecnologica“25000 micro e piccole imprese,pari al 13% del totale,con un incremento,rispetto al 2005 di 5 punti percentuale.
Se l’indagine si fosse svolta in una zona ove non tutte le imprese hanno la stessa possibilità di accesso alla rete,si sarebbe sicuramente avuto in incremento inferiore.Fino a quando non tutti gli utenti della rete potranno usufruire in maniera omogenea della stessa,vi sarà sempre un freno allo sviluppo delle tecnologie informatiche,sebbene sia provato che investire nelle tecnologie informatiche sia vantaggioso per le imprese.
La presa di coscienza delle potenzialità dell’informatica,la necessità sempre più forte di utilizzare tecnologie che permettano un accesso rapido e pressoché illimitato a dati,files e notizie,la garanzia di poter comunicare,scambiare idee e confrontarsi,all’interno del mercato globale,non può che portare ad un incremento dell’importanza dell’informatica e ad un aumento dell‘uso delle tecnologie più avanzate.
Una delle cause del mancato sviluppo dell’uso avanzato delle tecnologie a disposizione,il
Digital Divide,può essere superato con l’utilizzo di apparecchiature Wireless.
Ove le linee Adsl non arrivano,per esempio nei paesi montani e pedemontani,una soluzione può essere data dall’utilizzo di questa nuova tecnologia che consente,attraverso l’uso di onde radio,raggi infrarossi e sistemi laser,di mettere in comunicazione gli utenti tra loro e permette loro lo scambio di dati e file ad elevate velocità.
Le reti wireless hanno la possibilità di fornire mobilità, flessibilità e convenienza. La mobilità è una caratteristica fondamentale per l’utente che può ,in qualsiasi momento ed in qualunque luogo dotato di access point,usufruire delle potenzialità della rete attraverso il semplice uso di un PC portatile.
Anche la flessibilità è una caratteristica molto importante delle reti wireless in quanto chiunque,a differenza della tradizionale connessione via cavo tra PC,può entrare nella rete esistente,per esempio in un ufficio,senza bisogno di eseguire lavori laboriosi e lunghi di cablaggio ed essere,così,immediatamente operativo.



Sarà ,pertanto ,fondamentale dotare tutto il territorio nazionale di punti di accesso che ci permetteranno di formare una grande rete a cui tutti possano accedere da qualunque luogo in cui ci si trovi,avendo quindi possibilità di comunicare senza limiti.
Nel campo dell’architettura l’utilizzo del wireless si traduce sicuramente in un vantaggio che deriva dalla velocizzazione dell’iter realizzativo e dalla possibilità di accedere ad una infinita quantità di fonti d’informazione in rete,fonti che possono essere condivise.
Anche durante i processi di progettazione,in tutte le varie fasi vi è la possibilità di una condivisione di progetti e di idee,di visualizzazione e presentazione di progetti (per esempio in una sala conferenze),la possibilità di accedere a files esistenti in ufficio anche stando molto distanti,ecc.
Nella progettazione vera e propria e nella realizzazione di edifici,l’ottimizzazione del processo di progettazione confluisce nelle tecnologie domotiche. Per
domotica si intende la scienza che studia come aumentare le qualità della vita negli ambienti occupati dall’uomo(home automation).Le tecnologie wireless applicate agli impianti esistenti in una abitazione hanno portato allo sviluppo della domotica che si basa e si sviluppa su una integrazione globale degli impianti tecnologici utilizzando una gamma di prodotti e tecnologie in parte già sviluppate quali Bus,radiofrequenze ed internet.
Gli utenti delle tecnologie domotiche,all’interno di una abitazione, sono molteplici e possono essere individuati nelle seguenti figure:
- i proprietari dell’abitazione;
- gli installatori degli impianti;
- i manutentori e/o il centro servizi;
- i responsabili degli impianti di sicurezza.
La domotica ,infatti,si prefigge di migliorare,controllare e gestire,attraverso l’uso di software e/o altre tecnologie,il confort ambientale,i servizi telefonici,gli impianti di sicurezza,l’illuminazione,la gestione degli elettrodomestici,i servizi in rete (e-mail,
e-banking, e-shop). L’uso ,però,può essere esteso ad altri bisogni: si pensi all’assistenza ed all’aiuto ai disabili e/o agli anziani.La materia è molto interessante se si pensa che rientra a pieno titolo nell’odierno dibattito che riguarda i consumi all’interno delle abitazioni,consumi relativi all’utilizzo di acqua,energia elettrica,combustibili per il riscaldamento.
In una casa costruita seguendo i principi della domotica,il confort ambientale sarebbe interamente controllato e gestito ,limitando ed ottimizzando i consumi:
-gestione della climatizzazione estiva ed invernale a seconda delle temperature esterne e dell’apporto del sole,sfruttando così la radiazione solare;
-controllo dell’illuminazione artificiale in relazione con la luce naturale (si pensi alla possibilità di regolare automaticamente i sistemi a protezione dalla luce solare);
-controllo e gestione della qualità dell’aria;
-gestione della sicurezza degli impianti tecnologici con individuazione di perdite;
-gestione del sistema idrosanitario e degli elettrodomestici;
-simulazione del regime di occupazione regolando luce e temperatura in funzione della presenza o meno di persone in un dato ambiente.
Se continuerà il trend che vuole,da una parte, gli utenti delle abitazioni sempre più alla ricerca del confort per un benessere psicofisico e,dall’altra,una maggior occulatezza nei consumi,la domotica rappresenta sicuramente il futuro dell’architettura.
Bibliografia di riferimento:
-PC Magazine
-Reti Wi-Fi-autore Shelly Brisbin-Apogeo editore
-Introduzione alla domotica-Autore Domenico Triscivoglio-editore Tecniche nuove


Campobasso Vito Andrea




Facoltà di Architettura - IUAV - Venezia
corso di fondamenti di informatica
Prof. Maurizio Galluzzo

Campobasso Vito Andrea - Matricola 264361

SCENARI DIGITALI

In questi ultimi 60 anni abbiamo assistito a forti e continui sviluppi tecnologici in ambito informatico, facendo si che questa disciplina arrivasse a diffondersi capillarmente in tutti i settori lavorativi: e uno di questi è l’architettura, che ha sfruttato il settore computazionale per eccellenza in questo momento: il computer. Questa macchina esegue calcoli a una frequenza elevatissima (al momento vengono usati due processori da 3Ghz), ed è quindi in grado di manipolare immagini 2D e 3D senza impedimenti di nessun tipo (scatti, perdita di dati, ….), in quanto la modifica in tempo reale di questo tipo di dati richiede una grande quantità di memoria ad accesso casuale, cioè una sorta di contenitore provvisorio molto grande dove si andrà a scrivere e riscrivere il file (adesso, usando immagini sull’ordine dei 50 Mb si usano memorie da 1Gb, 2Gb, 4Gb).

Durante gli anni si è sempre cercato di aumentare la potenza di calcolo di processori e schede video in particolare, per dare a chi comprava, una macchina capace di funzionare sempre al meglio in ogni occasione, cioè senza avere rallentamenti dovuti all’eccessivo carico di lavoro trasmesso dal Sw utilizzato. Parallelamente a queste innovazioni Software sono arrivate quelle Hardware a supportare il lavoro sempre maggiore di questi programmi, e specificatamente nell’architettura lo sviluppo è avvenuto per suite grafiche come AutoCad e ArchiCad, per citare quelli più noti (per velocità e produttività). Questa esigenza di sviluppare un software apposito per la progettazione di edifici semplici ma anche complessi, è nata per rendere, ancora una volta, il lavoro dell’architetto più semplice, ma anche più veloce e preciso allo stesso tempo. Questo però, è solo uno dei mezzi tecnologici di cui si avvale un l’architetto per svolgere il suo mestiere. Dovrà sempre fare i conti ogni giorno con il mondo che cambia, e si evolve sempre più,e, per tenere il passo dovrà sempre essere informato sulle nuove tecnologie che potranno in un futuro non troppo lontano essere applicate agli edifici. Per citarne alcune si parlerà sempre di tecnologia applicata all’ecosostenibilità (produzione di energia pulita utilizzando combustibile non dannoso per l’ambiente), quindi case che sfruttano l’energia del sole attraverso pannelli solari, elettricità e calore forniti dallo smaltimento dei rifiuti prodotti dagli abitanti stessi della casa; comunicazioni intercondominiali senza l’uso dei telefoni o comunque fili (Wireless), case che reagiscono in base all’intenzionalità o necessità dell’uomo (Domotica), e molte altre soluzioni che permetteranno di agevolare la vita di tutti i giorni.
Il Wireless è una tecnologia sviluppata per eliminare tutti i cablaggi fisici, e fare in modo di trasmettere dati non con l’ausilio di fili, ma con l’utilizzo di sole onde radio trasmesse via etere. Il vantaggio di questa tecnologia sta nello scarso ingombro, dato che per collegare due apparecchi servono solo due “Access Point” che trasmettono /ricevono, elaborano i dati e li inviano al computer o apparecchio (router, modem) richiedente.
Per un architetto, le possibilità di sfruttare questa tecnologia stanno nella diffusione di video, musica, film in tutta la casa. È cioè possibile, avendo un solo computer, diffondere nella casa tutti i contenuti multimediali e non, man mano che vengono richiesti dalle varie zone della casa. Per esempio è possibile mettere al posto del videoregistratore o lettore DVD, un solo Hard Disk (o anche un solo Access Point) collegato tramite Wi-Fi al computer e con la semplice pressione di un tasto sul telecomando avere a disposizione tutto ciò che è presente nel computer in quell’istante.
Altre tecnologie che coinvolgono al cento per cento l’architetto, e di cui potrebbe avvalersi in un futuro non molto lontano, sono la Domotica e l’Automazione: la prima si sta evolvendo e diffondendo sempre più nelle case, e per adesso, i limiti di impiego, sono solo i costi (tutte le nuove tecnologie all’inizio costano parecchio), dato che, i benefici che se ne trarrebbero sarebbero molti: risparmio di energia, controllo degli elettrodomestici dall’esterno della casa, e comunque un notevole aiuto nella vita di tutti i giorni, dato che le apparecchiature si attiverebbero da sole a seconda delle intenzione dell’utente (forno, gas o luci del parcheggio che si accendono quando il cancello si apre, luci che si accendono quando si entra in una stanza; e tutto questo per cominciare, fino ad arrivare a cose più complicate come l’apertura e la chiusura delle veneziane a seconda delle condizioni del tempo). La seconda infine (Automazione) sarebbe una “costola” della prima, ma fa anche disciplina a sé, dato che con questo tipo di tecnologia si fanno muovere la macchine autonomamente.
Per arrivare a sviluppare questi tipi di tecnologie molto complesse e costose ci sarebbe anche bisogno dell’aiuto degli organi governativi di ogni paese, fornendo finanziamenti per le ricerche e quindi agli sviluppi di questo tipo di applicazioni: in generale le tempistiche per le concessioni dei brevetti sono lunghissime, non solo in Italia, e ciò non permette una applicazione quasi istantanea delle scoperte. Quello che non permette all’Italia di progredire in questo senso, è la quasi totale assenza di investimenti nella ricerca, cioè quel ramo che ha fatto la fortuna di altri paesi (USA, URSS, Danimarca, Norvegia, Finlandia, e molti altri paesi europei). Non sono le idee che mancano, ma accade questo perché, i dottorandi italiani non trovano consensi qui nel loro paese per le loro ricerche, anzi, vengono respinti, e sono costretti a domandare denaro ad altri paesi, che glielo concedono, così una volta ultimata la ricerca e giunti ad un risultato, brevettano la scoperta in quel paese, così l’Italia per avere quella tecnologia sarà costretta ad importarlo e quindi ad acquistarlo, e di certo ciò non favorisce uno sviluppo interno. I pochi coraggiosi che restano nel “Bel paese” saranno sempre meno, e quei pochi saranno da soli contro il resto del mondo, senza nessuno a sostenerli. La concorrenza sarà difficile, dato che le altre aziende saranno sostenute dal loro stato, mentre quelle italiane correranno per così dire “a piedi scalzi”. Per riassumere, non è che in Italia non sia la voglia da parte delle imprese di sviluppare qualcosa, è che lo stato non favorisce questi nuovi progetti, anzi, sembra quasi che voglia impedire una qualche forma di progresso in Italia. Le spiegazioni ci sarebbero, ma non sono sufficienti a spiegare una tale forma di scetticismo, cioè ad es. qui i finanziamenti sono pubblici, e non privati come in altri paesi (USA), prima di arrivare a destinazione passano per molti uffici, e, non si sa come, alla fine arrivi sempre un 10/20% di questi. L’unica cosa certa è che tutti questi soldi, vengono tolti a dottorandi e ricercatori, che vogliono far progredire un paese che non gli aiuta.

Bibliografia:
  • Trisciuoglio Domenico, Introduzione alla domotica, Milano, 2005
  • Miller Michael, Wireless. Applicazioni e sviluppo di Bluetooth, 2002
  • Riccardo Roda, M. R. Ronzoni, Abitare il futuro: innovazione, tecnologia, architettura, Milano, 2003