martedì 25 marzo 2008

Sodero Davide matricola 264391


INFORMATICA IN IITALIA:
Tra innovazione e arretratezza.



La cultura Internet della piccola e media impresa italiana è ancora decisamente bassa. I segnali d'allarme arrivano da una ricerca Mate e Commercenet, che ha analizzato un campione di 500 imprese che riflette il tessuto connettivo della nostra economia, costituito da aziende tra i 10 e i 500 addetti dei comparti industria, commercio, servizi ed edilizia. Le aziende con un collegamento al Web sono la larga maggioranza (circa il 75%) e quasi la metà delle Pmi ha un proprio sito, nella gran parte dei casi appoggiato al Web server di un Isp e utilizzato più che altro in funzione di presentazione o al massimo per mettere on line catalogo e listini, visto che solo l'1% delle Pmi effettua vendite via Internet. Bassa è anche la propensione a valutare la possibilità di utilizzare Internet per la gestione degli acquisti, che tocca meno di un quinto del campione. Sono dunque ancora molto poche le Pmi che pensano di avvalersi di sistemi di e-procurement (richiesta di offerta via rete a più fornitori), utilizzando il Web per la valutazione delle offerte e la selezione dei fornitori, oltre che per l'effettuazione dell'ordine on line vero e proprio. Questa «ignoranza» è confermata dalla incomprensione generalizzata del termine stesso «marketplace», che risulta noto almeno in termini generali a meno del 10% del campione. Rispetto agli anni scorsi, però, nella Pmi sta crescendo in fretta la richiesta di una banda più larga: se infatti i collegamenti via linea dedicata e di tipo Dsl continuano a coprire una quota molto ristretta, Isdn costituisce ormai il 58% delle connessioni a Internet, contro un 36% di dial-up analogico via modem. In pratica, una situazione ribaltata rispetto a due anni fa Inoltre, circa il 30% delle Pmi pensa di migliorare le modalità di connessione nei prossimi 12 mesi e un buon 25% sta pianificando l'estensione del collegamento a Internet a un maggior numero di stazioni di lavoro presenti in azienda, se non a tutte in qualche caso. Resta però l'allarme per quel 40% che dichiara apertamente di non prevedere nessun mutamento sostanziale a breve né nelle modalità di connessione né nell'allargamento dell'accesso a Internet da parte dei Pc aziendali.
L'ignoranza verso le potenzialità della rete è un limite della nostra nazione che induce a non investire su queste tecnologie che sono e saranno il presente e il futuro di ogni attività.
Non a caso, la più grande fiera di informatica e tecnologia rimasta in Europa si trova in Germania (il Cebit di Hannover) .Grazie all’organizzazione perfetta i tedeschi sono riusciti a primeggiare nel settore delle fiere imponendo una locazione assolutamente imperfetta. E l'Italia che aveva a Milano (ombelico dell’Europa del sud, punto di incontro tra Sud e Nord) una fiera importantissima lo Smau, è riuscita a farla deperire, completamente.
Ciononostante alcune aziende italiane riescono ancora a competere nel mercato globale, sopratutto nel settore della domotica ossia la scienza che rende intelligente la casa.
l'italiana Easydom si è speciaizzata nella creazione di sistemi di automazione casalinga. funzionali ma allo stesso tempo semplici ed economici.

Con la presentazione dell’ultima versione del software, chiamato Invista, si è aggiunta un altra caratteristica rispetto al software precedente: l’integrazione con prodotti di terze parti, dai sistemi di sicurezza di Bentel, alle videocamere di sorveglianza Axis, fino agli amplificatori Yamaha o ai sistemi vocali di MediaVoice. L’obiettivo è quello di creare una casa più sicura e più semplice.
Il sistema precedente, chiamato Gestione Casa, era già compatibile con Windows Vista e Media Center, ma Invista (come suggerisce il nome) fa un altro passo avanti dal punto di vista della semplicità d’uso, dell’installazione e della economicità.
La distribuzione di Invista è prevista per Aprile e i prezzi non sono ancora definiti con precisione.
Oltre a Easydom anche il politecnico di Milano ha progettato in collaborazione con Merloni e Siemens il portale domestico.«Un vero e proprio home portal» dice Andreoni «che garantisce la teleassistenza, la telediagnosi e le telemergenze oltre alla altre funzioni domotiche». Il che equivale a dire: sistema di sicurezza garantito da telecamere e gestioni degli scenari predefiniti per il benessere casalingo. Oltre alla multimedialità dell’ultima generazione, Sms e Mms. Ma la domotica è anche e soprattutto gestione degli elettrodomestici: dal frigorifero alla lavatrice, dal forno a microonde alla caldaia. Per garantire il massimo del comfort eliminando sprechi. In questo consiste, in particolare modo, l’accordo con Merloni Elettrodomestici e Siemens, grazie al quale studenti, professori e ricercatori del Politecnico stanno assemblando modellistica e sistemi di controllo e robotica industriale ma al contempo analizzano i semiconduttori di trasmissione. Oltre alla rete di telecomunicazione e ai sistemi di trasmissione-ricezione sono fondamentali: la rete dei sensori e le architetture software per l’organizzazione della casa e i dispositivi microelettronici per il risparmio energetico
Le comunicazioni wireless hanno ormai raggiunto un grado di maturità tale da costituire una concreta alternativa alla posa dei cavi (una delle principali problematiche per il networking domestico), mentre alcuni dispositivi e applicazioni sino a pochi mesi fa riservati al mercato business e aziendale sono oggi disponibili per l’utenza consumer a prezzi ridotti.
In queste tecnologie deve puntare la ricerca italiana aumentando i fondi da investire su un settore in continua crescita.




Bibiliografia:

Rivista mensilie CHIP (Computer & Comunication) marzo 2008
Rivista mensile Week (l'informazione Hi-Tech per l'impresa) Maggio 2004
Rivista mensile Pc Professionale (Hi-Tech senza confini) Febbraio 2008
Inserto Pc Professionale “Rete Domestica” settembre 2007

lunedì 24 marzo 2008

Scenari digitali



Jovanovic Dusan
n.matricola 264 034
"Fondamenti di informatica"
a.a. 2007/2008
prof. Maurizio Galluzzo

L'informatica è diventata fattore importante della nostra epoca e della cultura contemporanea. Grazie ad alcuni processi, può fare risparmiare tempo, denaro ma anche altre cose. Inoltre, grazie ad internet, la comunicazione diventa molto più semplice e veloce. La cosidetta “era digitale” permette la disponibilità dell'informazione in tempo reale.

Per quanto riguarda l'architettura e la professione dell'architetto, il disegno è il fattore fondamentale – il mezzo di comunicazione. Immaginiamo adesso quanto tempo si spendeva per realizzare un progetto prima che venisse introdotto l'uso del computer nella progettazione architettonica da Frank O'Ghery, che era iniziatore di questo “movimento”. La difusione del CAD (Computer Adied Design) e iniziata circa due decenni fa, e ogni giorno viene sempre più modificata e aggiornata proprio per facilitare la professione dell'architetto, ma non solo – anche di qualsiassi altro disegnatore. Negli anni più recenti le funzionalità del CAD (Computer Aided Manufacturing), utilizzato nella produzione industriale, sono state impiegate in modo significativo anche nella progettazione architettonica. Risorse digitali come questa offrono enormi potenzialità di impatto, una delle quali è sicuramente la possibilità di apportare continue variazioni al progetto di serie nel processo di produzione. Grazie alle funzionalità del 2D e 3D, lo spazio e opera immaginata può essere velocemente trasferita, prima sul computer e in pocchi minuti sulla carta (grazie al plotter).
Però, per sostenere i software sempre più innovativi c'è bisogno di progettare i processori e schede grafiche che permettono il coretto uso dello stesso.

Per facilitare la comunicazione di due e/o più dispositivi tra loro è stata inventata la tecnologia wireless, che consente, appunto, la comunicazione e collegamento senza i cavi. Tecnologia wireless aiuta gli architetti consentendo loro la condivisione e trasmissione dei dati anche se si trovano a grandi distanze. Questo è possibile in quanto tali tecnologie sono in grado di raggiungere capacità enormi in termini di chilometri ed alla velocità elevata. Ultimamente è sempre più difuso collegamento in internet nei luoghi pubblici grazie proprio a questa tecnologia.

“La progettazione però non riguarderà più solo la struttura dell’edificio, ma anche tutte le apparecchiature, impianti e sistemi che rendono l’edificio in grado di gestirsi autonomamente o intelligentemente, la domotica.”

Grazie a questo fenomeno è migliorata la sicurezza e un altro fenomeno importante e indispensabile: il risparmio energetico. La casa domotica è definita anche “la casa inteligente” proprio per la facile gestione e l'usufrutto degli impianti installati, che sono spesso tutti collegati tra loro. In poche parole, l'edificio diventa accogliente, funzionale mantenendo rispetto per l'ambiente.

L'esempio più rilevante è l'installazione e l'uso dei panneli fotovoltaici. Dal punto di vista economico, rappresentano la spesa iniziale, che però viene ricompensata nel tempo. Questo sistema è destinato ad espandersi e si stima che entro il 2030 soddisfi circa il 10% della domanda mondiale di energia elettrica.

Bibliografia

Il progetto nell'era digitale, Marsilio editori,Venezia,2002

Progettare la demotica – Criteri e tecniche per la progettazione della casa intelligente – Massimo Cipolla

Focus “La nostra casa nel 2020” (settembre 2004)

  • PC Magazine (novembre 2007)

Mattiarmando Chiavegato Matr. 264199

SCENARI DIGITALI

Le estese potenzialità applicative e gli ampi margini di sviluppo, hanno ampliamente avvalorato e consolidato il ruolo delle tecnologie informatiche nell’industria e nella ricerca scientifica. A partire dalla loro nascita intorno alla metà del novecento, le tecnologie informatiche hanno conseguito uno sviluppo e una diffusione esponenziali, diventando in breve un fenomeno di portata mondiale. Nella società contemporanea, che vive all’insegna della produttività, l’ausilio massiccio della tecnologia informatica è divenuto, oltre che un business da milioni di euro anche un presupposto di efficienza irrinunciabile per la competizione nel libero mercato. Nel caso della disciplina architettonica il dialogo con l’informatica non è stato un evento immediato ma legato al graduale sviluppo dei software per il disegno assistito dal computer, CAD. Nonostante le prime applicazioni commerciali del CAD facciano la loro comparsa intorno agli anni ‘70, è a partire dagli anni ‘90 che si può parlare di una vera e propria diffusione del disegno digitale. La sviluppo congiunto di hardware più performante ed economico e di applicazioni con interfacce userfriendly ha consentito di avvicinare maggiormente i progettisti. Questi nuovi strumenti ampliano, infatti, le potenzialità dell’architettura sia sotto il profilo del calcolo e della simulazione strutturale che sotto l’aspetto formale ed estetico. Il disegno digitale permette di descrivere aree e volumi con precisione assoluta, maggiore velocità ed efficienza. Il progettista è in grado di intervenire continuamente sul progetto in elaborazione e di apportare in ogni momento delle modifiche. È capace di ampliare a propria discrezione il dettaglio del disegno progettuale senza vincoli di scala. Uno degli aspetti più rivoluzionari del disegno digitale sono i motori di rendering, oggi in gran parte integrati nei pacchetti di modellazione 3d, che permettono una resa estremamente verosimile del modello tridimensionale progettato. Il perfezionamento del processo di rendering è uno dei punti di forza a favorire la diffusione della CG nella disciplina architettonica. Attraverso degli algoritmi, il motore di rendering interpreta i dati matematici che desrivono gli oggetti e le scene 3d, restituendo un’immagine più o meno verosimile a seconda delle necessità o delle potenzialità del software. È possibile attribuire ad un modello 3d delle “proprietà ottiche superficiali” che vadano a simulare un particolare materiale. L’illuminazione delle scene 3d è governata da modelli fisici e matematici che si rifanno alla reale dinamica dell’illuminzione o a calcoli volutamente interpretativi e approssimativi. Grazie allo sviluppo esponenziale dell’hardware è oggi possibile velocizzare la fase di rendering oltre i 24 fps, rendendo possibile la riproduzione di molti degli effetti del rendering ordinario su oggetti che appaiono esplorabili in tempo reale. La grafica in realtime ha le sue origini in ambito videloudico ma sta trovando una sempre maggiore applicazione anche in altri campi come in quello architettonico, dove sia il progettista che l’utente finale hanno modo di osservare nel dettaglio l’opera architettonica prima della sua concreta realizzazione. La rappresentazione di oggetti 3d in realtime è realizzabile anche via web grazie a nuove tecnologie come il VRML, Virtual Reality Modeling Language, che consente la visualizzazione di grafica 3d vettoriale tramite un browser internet. Oltre alla descrizione di corpi 2d o 3d tramite l’inserimento manuale dei dati, la tecnologia informatica interviene anche nei processi di rilievo architettonico. Grazie a strumenti per lo scanning laser e il telerilevamento è possibile ricostruire digitalmente la forma di un oggetto o di un ambiente reali in modo altamente automatizzato, rilevando con facilità i dati delle coordinate dei punti che ne descrivono la superficie o il volume. Volendo operare in senso contrario, cioè riprodurre un oggetto reale a partire da una controparte digitale, sono presenti dagli anni ’80, le macchine CNC, computer numerical control, che consistono in fresatrici che sulla base di dati numerici intagliano blocchi di materiale, riproducendo il modello digitale cui fanno riferimento. Sotto il profilo della comunicazione importanti passi avanti sono stati fatti nello sviluppo delle tecnologie wireless. Queste tecnologie, inizialmente impiegate verso la fine degli anni ‘90 in ambienti prettamente pubblici come università e aeroporti, sono oggi una realtà che si sta diffondendo anche in servizi d’uso privato e aziendale e su un numero sempre maggiore di dispositivi elettronici come notebook e palmari. Le reti senza fili consentono di instaurare trasmissioni di dati tra dispositivi che non sono collegati da legami fisici. Questo aspetto è fondamentale nei casi in cui particolari vincoli architettonici impediscano la realizzazione dei tradizionali cablaggi. Le tecnologie per le comunicazioni senza fili sfruttano come mezzo di trasmissione i sistemi laser, la luce infrarossa e le onde radio che rappresentano a oggi la soluzione più efficiente. Applicazioni molto diffuse di queste tecnologie sono riscontrabili in soluzioni come le rete locali WLAN, utili ad esempio per la comunicazione fra computer o dispositivi di un’azienda, oppure le reti WAN che consentono la comunicazione fra più reti locali. Oggi le applicazioni della tecnologia informatica si prestano anche a migliorare le condizioni e l’efficienza delle abitazioni o più in generale degli ambienti antropizzati. La domotica è la disciplina che si occupa di studiare le tecnologie che possano migliorare l’efficienza e la qualità della vita all’interno dell’abitazione. I maggiori vantaggi ti tali applicazioni si hanno nella riduzione del consumo energetico, ad esempio monitorando e segnalando i consumi, intervenendo in casi di spreco energetico dovuto a dimenticanze o tramite la gestione delle priorità di accensione degli elettrodomestici. Questi sistemi migliorano anche la qualità della vita all’interno dell’abitazione grazie a sistemi per l’automatizzazione delle azioni quotidiane come l’accensione e lo spegnimento della luce, l’apertura o la chiusura di porte e finestre. Nonostante i palesi vantaggi dati dalle nuove tecnologie informatiche, l’Italia per motivi culturali e inefficienti politiche economiche ha scelto di non investire in maniera decisa nella ricerca scientifica e tecnologica. Questa situazione costringe il nostro paese ad una svantaggiosa dipendenza tecnologica nei confronti di paesi che hanno investito maggiormente nella ricerca scientifica. Il cambio di rotta deve essere guidato da un’azione informativa e formativa adeguata, soprattutto da parte degli organi d’istruzione che spesso non affrontano con la dovuta serietà l’argomento. In ambito architettonico, gli ampi margini di sviluppo della domotica e degli strumenti informatici a supporto della fase progettuale non fanno che estendere le potenzialità lavorative del professionista che però non può esimersi dall’assumere una solida e competitiva preparazione in materia.

Bibliografia

- Giampiero Filella, (2007) Automazione della casa – La Domotica, Sandit libri, Automazione
- Geier Jim, (2004) Reti Wireless nozioni di base, Mondadori Informatica, Sistemi operativi e BackOffice
- Saggio Antonino, (2007) Introduzione alla rivoluzione informatica in architettura



maso andrea matricola 264541


In questi ultimi decenni si è assistito ad un incredibile sviluppo delle tecnologie sopratutto nei campi dell'informatica e della telematica. Diversamente rispetto al passato i nuovi passi della tecnologia sono sempre più frequenti e costanti, e interessano tutti i campi di ricerca inoltre l'accessibilità ai nuovi prodotti che il mercato offre quotidianamente è alla portata di tutti. 
 
Prendendo in considerazione l'architettura e in particolare la figura dell'architetto contemporaneo , possiamo facilmente notare come questa professione abbia modificato e aperto  i suoi confini parallelamente allo sviluppo delle innovazioni tecnologiche avvenute nell'ultimo secolo. La fusione di tutte le conoscenze nel campo della produzione architettonica permette ora una grande libertà progettuale  grazie al sostegno di computer e programmi sempre più sofisticati che hanno la possibilità di dar vita a qualsiasi progetto o pensiero architettonico. l'architetto di oggi con lo sviluppo dei nuovi sistemi di comunicazione si offre ad un mercato trasformatosi da locale a globale e le nuove idee architettoniche devono essere plasmate in base a una richiesta esigente e sempre in cambiamento.

A livello nazionale però questa grande possibilità di sviluppo  si scontra con la realtà e il fatto che in Italia gli investimenti dedicati alla ricerca non siano così alti e sempre atti a produrre innovazione anzi la tendenza è di essere sempre un passo indietro rispetto ai principali stati mondiali. Sistemi wireless e tecnologie domotiche sono campi nei quali la ricerca si aggiorna costantemente. 

Oggi tramite un computer e un collegamento internet architetti di tutto il mondo possono collaborare in maniera istantanea,pratica e già insostituibile. Un contributo importante è dato appunto dai sistemi wireless che sfruttando il collegamento ad internet senza fili danno la possibiltà di interagire in qualsiasi momento e in tempo reale.

Per quanto riguarda  l'uso delle tecnologie domotiche a livello residenziale e direzionale penso che possano essere utili per le caratteristiche di comodità e funzionalità. Con questi innovativi sistemi si ha la possibilità di interagire con l'abitazione decidendo per esempio di regolare l'intensità dell'illuminazione , di innaffiare il prato o collegarsi ad internet.




bibliografia:



-Fortune-Intervista a Steave Jobs-2008
-Introduzione alla domotica-Domenico Trisciuoglio-Tecniche nuove-2005
-Casamica-dicembre 2007

VILLANO RAFFAELE Matr. 263929



VILLANO RAFFAELE
Matr.263929
SCENARI DIGITALI




L’esito principale del digitale in architettura sembra essere nel prossimo futuro un “violento attacco” alla categoria vitruviana della firmitas.L’utilizzo del digitale troverà la propria ragion d’essere non più solo nella creazione di forme monumentali e nuove tipologie funzionali,ma nell’intessere una serie di relazioni tra l’edificio e l’universo che gravita intorno ad esso. Il concetto di digitale relazionale,punto nodale di quest’articolo,sarà di qui a poco il nuovo input in grado di dare alla disciplina architettonica nuovi stimoli e spunti di riflessione.
La prima relazione che l’edificio instaura attraverso il digitale è quella con se stesso.
In un’intervista del 2007 alla rivista DETAIL Ben Van Berkel dell’ UN STUDIO si discosta dalla concezione del design di un edificio come lo sviluppo della sua presentazione esterna. Il digitale ha infatti spinto l’architettura,nella fase di progettazione, a far propri alcuni principi e strumenti dell’ingegneria. Il progetto passa ora attraverso lo studio di modelli parametrici che analizzano le relazioni tra le forze portanti di una struttura e le influenze esterne di un edificio. Nel progetto per il MERCEDES MUSEUM ad esempio,una volta definiti i parametri che regolano il disegno delle colonne in base al loro spessore e alla loro inclinazione e trasmissione statica,qualsiasi cambiamento apportato al raggio dell’edificio prevedeva attraverso i modelli parametrici sviluppati un cambiamento automatico del ridisegno delle colonne. Avanzati programmi ingegneristici come TOP SOLID e RHINOCEROS,come avviene negli studi più all’avanguardia, saranno alla base del lavoro di qualsiasi architetto. TOP SOLID è un programma CAD CAM,ovvero integra sia le caratteristiche di un software CAD(Computer Aided Design)atto concepire modelli 3D del manufatto,sia le caratteristiche di un software CAM(Computer Aided Manifacturing )atto a concepire un modello reale di un manufatto a partire dal suo modello tridimensionale. RHINOCEROS è un software che realizza complesse strutture geometriche attraverso il codice matematico NURBS(Non Uniform Rational B-Splines),capace di generare superfici curve altrimenti impensabili.
L’architettura attinge dall’industria aeronautica e automobilistica nuovi strumenti digitali attraverso l’utilizzo della realtà virtuale.POWERWALLS(larghe superfici planari di proiezione) e CAVES(cabine di dimensioni 3x3x3m in cui tre muri pavimento e soffitto sono retroillumintati) nella fase finale di produzione di un prodotto offrono un’ottima iterazione tra progettisti e modello sviluppato. Nel 2006 al Leibniz Computer Centre di Garching agli studenti è stata data la possibilità di esplorare attraverso la realtà virtuale padiglione creati da loro stessi. Si pensa che la realtà virtuale in architettura risulterà fondamentale nella fase finale della progettazione,in particolare per la rappresentazione del progetto,dove sarà in grado di offrire un’adeguata stima dell’operabilità all’interno dello spazio progettato,convincere la committenza delle qualità spaziali e formali dell’edificio e a far approvare ai residenti i cambiamenti apportati dall’intervento edilizio.
Concetti quali quello di media-ambiente saranno facilmente assimilabili dagli utenti grazie alle relazioni che il digitale riesce a stabilire tra edificio e ambiente circostante. Per chiarire meglio il concetto di media-ambiente bisogna considerare progetti sperimentali quali il TRANSPORT 2001 di Kas Oosterhuis. Il TRANSPORT 2001 ,nato come polo d’informazione urbano è un’edificio capace di mutare attraverso sensori digitali la propria forma e capienza in relazione del numero di persone all’interno,le sue pareti il soffitto e il pavimento fungono da media per le informazioni che si materializzano sotto forma di immagini e filmati. L’’edificio trova così il suo punto d’approdo nel processo di trasformazione che lo vede diventare puro simulacro mediatico e media per veicolare il flusso di informazioni globali. I concetti che in precedenza venivano utilizzati per definire le qualità di uno spazio architettonico quali quello tipologico-funzionale e formale vengono ora sostituiti dal concetto di performance ambientale. Questa nuova definizione mediatica di edificio trova un ulteriore esempio nel BMW WORLD di Monaco dove è stata sperimentata il nuovo utilizzo della tecnologia della facciata digitale.La nuova tecnologia prevede la sostituzione dei display LED con dei tubi in perspex del diametro di 30 60 mm,all’interno dei tubi una serie di diodi LED irraggiano luce di ,tonalità rosso verde e blue,con un’angolazione di 180 gradi in modo da essere visibili sia frontalmente sia all’interno della facciata. La proiezione radiale della luce permette la creazione di un omogenea apparenza,mentre le tre tonalità garantiscono la creazione dell’intera gamma di colori. Il sistema garantisce una trasparenza all’interno,attraverso la distanza tra i tubi in perspex,del 70% e una qualità dell’immagine migliora con l’allontanarsi dello spettatore dalla facciata.
La tecnologia della facciata digitale viene incontro non solo all’esigenza di veicolare il flusso d’informazioni attraverso gli edifici ma anche di relazionare l’individuo con la scena architettonica inglobando l’utente all’interno dello spettacolo mediatico creato dall’opera.
Sul fronte abitativo,ma il discorso può essere esteso anche ad edifici direzionali o pubblici,il digitale permettere di automatizzare alcune operazioni che regolano il rapporto tra l’utente e l’ambiente costruito attraverso la demotica. Il termine Domotica riprende un neologismo francese Domotique derivante dai termini Domus e Informatique e nasce per raggruppare una serie di tecnologie di automatizzazione quali l’Home Automatition e Building Automation sviluppatesi nell’ultimo decennio. Queste nuove tecnologie automatizzano alcune operazioni che interessano il comfort ambientale(la regolazione della temperatura,dell’illuminazione e dell’umidità),la sicurezza(sia nel prevenire fughe di gas e incendi sia intrusioni esterne )il contenimento dei consumi energetici e l’utilizzo dei sistemi di home entertainement quali l’impianto hi-fi,la tv il lettore dvd e le consolle per videogiochi(attraverso il collegamento tra questi o la loro sostituzione in un unico apparecchio interattivo. Tuttavia uno dei limiti che sussistono allo sviluppo della demotica è la mancanza di uno standard universale per tutte le tecnologie demotiche,l’analogo in campo delle comunicazioni via cellulare dello standard GSM. Il Laboratorio di Demotica presso ‘Istituto di Scienza e Tecnologie dell’informazione di Pisa sta lavorando al progetto di DomoNet,un framework che pemetterà l’utilizzo di sistemi domotici differenti in modo semplice per l’utente. Il progetto prevede anche la creazione di un’interfaccia per il controllo di DomoNet da cellulare,palmare o smartphone. Un’ulteriore progetto dell’Istituto di Scienza e Tecnologie prende il esame la possibilità di tradurre il linguaggio naturale,un segnale vocale ad esempio,in un comando per DomoNet rinunciando così alla gestione dell’interfaccia da parte di utenti poco inclini all’utilizzo delle tecnologie informatiche.
Lo scenario così delineato vede la figura dell’architetto cambiare profondamente,al progettista vengono richieste numerose competenze che non riguardano la sola disciplina architettonica nella sua essenza,ma che spaziano dal settore del digital e visual design, all’ingegneria e all’informatica avanzata.L’architettura richiede una conoscenza trasversale che non può essere gestita da un unico professionista o studio. Il progetto vede così nella sua gestazione l’incontro tra diversi saperi, provenienti anche da paesi diversi per allargare i campi di ricerca. Ciò è stato permesso dalla creazione di groupware,software che gestiscono e aiutano il lavoro cooperativo,attraverso la condivisione di dati o il supporto al lavoro interattivo. Il CSCW (Computer Supported Cooperative Work) è un insieme di ricerche volte a migliorare il settore del lavoro cooperativo e i cui risultati sono riscontrabili appunto nei groupware.
Tuttavia lo sviluppo del digitale in Italia è vincolato da forti limiti sia dal punto di vista culturale che degli investimenti nel settore. Il nostro paese dispone infatti di un’enorme risorsa che è quella del” capitale umano”,infatti in relazione alla scarsa disponibilità di strumenti tecnologici siamo molto apprezzati per la creatività e il modo con cui gestiamo i progetti. Tuttavia in Italia siamo portati a concepire il sapere scientifico separato da quello umanistico,l’arte come separata dalla scienza. Questo errore culturale di fondo lacera ulteriormente il distacco in qualità di investimenti e risorse che ci separa dai nostri colleghi europei in primis e dal resto del mondo estendo il discorso ad una scala globale. Dal punto di vista culturale nel 2006 quasi il 60% dei cittadini italiani non aveva alcuna competenza informatica(contro il 37% della media europea) e solo il 13% delle case disponeva di una connessione a banda larga(il 25 % in Europa).Nel 2005 l’unico grande Paese europeo ad avere una percentuale di PIL relativo al settore informatico sotto il 2% è l’Italia,in contrasto con una media europea del 3 %. La percentuale di PIL che viene rinvestita nel settore informatico in Italia nel 2003 è dello 0,18% contro lo 0,55% degli USA,lo 0,75% del Giappone e l’1,65% della Finlandia. Eppure è stato dimostrato dall‘Istituto Tedesco di Ricerche Economiche che ogni miliardo investito nel settore informatico può rendere sei volte tanto.


Bibliografia
-DETAIL DIGITALE,dicembre 2007
-“Dalla Decostruzione Alla Cyber Architettura e Oltre” Paolo Vincenzo Genovese
-Franco Purini “Comporre l’Architettura”

Simionato Alessia 265023


SCENARI DIGITALI

La scienza dell’informazione è un tono rilevante dell’epoca in cui viviamo e della cultura contemporanea, l’elettronica n’è il mezzo principale. La scienza dell’informazione è un aspetto importante del nostro tempo ed è anche uno dei fattori responsabili di un processo che ha comportato il cambiamento e la trasformazione della nostra cultura. Cultura data da una rete d’interconnessioni di vari campi come l’architettura, la musica, la fotografia, la pubblicità, le quali trovano nella sfera digitale un mezzo d’espressione e manifestazione. La rivoluzione informatica è quindi un fenomeno che si è diffuso in modo omogeneo e unendo gli individui.

L’era digitale ha permesso la disponibilità in tempo reale dell’informazione, sempre più presente e interattiva, e una diminuzione dei limiti fra i diversi campi.

L’evento dell’interattività e il suo sviluppo modificano la sfera progettuale e quella d’ambito architettonico in particolare.

La rivoluzione informatica modifica i vari aspetti che stanno alla base dell’architettura e in pratica l’ideazione, la progettazione, la costruzione, ma anche la percezione, la didattica e la sua comunicazione. In altre parole la digitalizzazione sta cambiando in continuazione le modalità rappresentative, il modo di pensare e dar forma al progetto d’architettura. Come ad esempio gli applicativi Autodesk consentiranno di stabilire un flusso di lavoro integrato tra i vari ambienti dalla progettazione al marketing. Vi sono molti aspetti principali sui quali è stata posta l’attenzione sviluppando progetti che danno, ad esempio, la possibilità di rinunciare ai documenti cartacei, la possibilità di nuove funzioni che controllino l’evoluzione del progetto, la possibilità di simulare il funzionamento della macchina o verificare la stabilità strutturale degli edifici. Altri esempi di tali sviluppi consentono una gestione semplice della scala delle annotazioni, delle tabelle e del testo; permettono di eseguire misurazioni 3D, confrontare più revisioni di un disegno, impiegare mappe con riferimenti geografici e dispositivi Gps; sviluppo di software per la modellazione meccanica parametrica 3D; capacità di eseguire analisi per la disposizione dei cavi, dei nastri, delle lamiere e dei tubi. Vi sono inoltre tool applicativi nei quali è possibile inserire in automatico nel progetto elementi standard come viti, chiodi, perni, alberi e cuscinetti con conseguente verifica degli sforzi, studi del consumo energetico e dell’illuminazione. In evoluzione anche l’esecuzione automatica dei disegni.

Il desiderio di progettare e rappresentare nuovi spazi è stato espresso con il ciberspazio, integrando tutti i media ha modificato e ampliato anche la nostra concezione del mondo. Nel 1984, Wlliam Gibson ha coniato la parola “cyberspace” nella novella di fantascienza Neuromance. Ancora dieci anni dopo, nel 1995, erano in pochi a capire l’espressione “architetto del virtuale” usata da Pierre Lèvy nel suo il Virtuale (cortina Raffaello editori), dove per la prima volta si teneva una definizione filosofica di questo nuovo mondo. Oggi la situazione è cambiata al punto che ci poniamo domande su come abitare la realtà virtuale, come progettare, arredare e rendere funzionali i suoi spazi collettivi e privati. Un mondo dove non c’è forza di gravità, ma le case appoggiano per terra, non piove, ma hanno un tetto, si può volare, ma molti si costruiscono le scale, il limite è solo quello della fantasia e dell’abilità del progettista.

La moltissima diffusione dell’informatica e il suo utilizzo dimostrano il potere economico e culturale della società occidentale anche se è alla portata di tutti. La maggior parte dei progetti italiani è ad un grado inferiore rispetto a quelli stranieri, evidenziando la mancanza di un collegamento tra l’architettura e il computer. Uno delle possibili cause è la differenza book ground culturale, maggiormente consistente per gli architetti italiani. Un altro motivo potrebbe essere la mancata legittimazione della disciplina architettonica da parte delle istituzioni politiche, che non ne colgono l’importanza socio-culturale. Il digitale è in ogni modo una meta culturale che ha un’elevata efficacia nel sociale ed anche una nuova opportunità intellettuale, aprendo inedite prospettive e consentendo di creare e intrecciare relazioni tra realtà e immagini.

Le tecnologie che ci permettono la creazione di una casa intelligente, e quindi dei sistemi che ci danno la possibilità di migliorare le qualità di vita all’interno della casa, sono oggi molte. Un esempio di tale tecnologia potrebbe essere una casa che possiede un comfort ipertecnologico, ovvero per esempio un riconoscimento oculare per la sicurezza e un sistema di controllo automatico in grado di gestire tutto su internet, dall’hometeater all’illuminazione, fino ad arrivare agli elettrodomestici. Un’abitazione può essere controllata quindi attraverso delle adeguate interfacce utente come pulsanti, telecomandi, touch screen, tastiere e riconoscimento vocale, che permettono il “contatto”, cioè l’invio e ricezione di comandi ed informazione con il sistema intelligente di controllo basato su un’unità computerizzata centrale. I diversi componenti del sistema sono connessi fra loro e con il sistema di controllo tramite vari tipi di interconnessione ad esempio rete locale, onde convogliate, onde radio, bus dedicato, ect.

Attualmente in ampio sviluppo sono le tecnlogie basate sull’invio di dati wireless, che, mediante la sua mobilità di connessione, aprirebbe nuovi scenari sia per le aziende che per l’utenza domestica. L’alta velocità dei dati in mobilità spingerà a creare fattori di forma innovativi e importanti nella convergenza tra telefono fisso e apparecchio telefonico mobile, tra dispositivi connessi (cellulari e Gps) e computer portatili che saranno più piccoli e maneggevoli. Ci saranno laptop ultra portatili, sempre in rete ovunque ci si trovi utilizzando tutti gli standard wireless.

La realtà virtuale ci conferma che vedere significa costruire il mondo, come sostiene Goodman e che, come suggerisce Foerter, se si desidera vedere bisogna imparare ad agire.

Bibliografia:

  • "Architettura e Cultura digitale", a cura di Livo Sacchi e Maurizio Unali, Skira Editore 2003
  • "Architettura componente Computer", Paolo Martegani, Medicina Edizioni 1990
  • Rivista "Il Mondo", settimanale economico, Rizzoli Correriese della sera, venerdì 29 dicembre 2006

Falcomer Nadia

"Se avete costruito castelli in aria
non è necessario perdere la vostra opera.
Ora costruiteci sotto le fondamenta"
(H.D. Thoureau)

L'architettura oggi può essere vista sotto un'altro aspetto: non è più soltanto la progettazione dello spazio, per lo più, fisico ma è diventata anche la progettazione dello spazio virtuale quindi, un architetto oggi può decidere a quale dedicarsi.
Ideazione, modellazione, simulazione tutte operazioni fattibili tramite Pc e la matita si trasforma, si adegua ai tempi moderni e diventa quasi un tutt'uno tra uomo e macchina; forse tra breve tempo saremo in grado di progettare solo con la mente e trasmettere il tutto ad un elaboratore che mostrerà il risultato in un video o sottoforma di illusione ottica proiettata direttamente nell'ambiente magari all'interno di grandi cubi così da poter cambiare l'ambiente e la sua funzionalità ogni qual volta lo si desideri... e allora perchè costruire se si ha già ben visibile il risultato? Molti architetti hanno iniziato a lavorare nel virtuale, come quelli che progettano edifici per Second Life .
Con lo svilupparsi della tecnologia è cambiato il modo di concepire l'architettura e sono cambiate le metodologie di progettazione e gestione non chè l'interpretazione dello spazio.
E l'edificio diventa intelligente gestito da un unico pannello di controllo che al tempo stesso aumenta la sicurezza, riduce i consumi energetici, da autonomia alle persone diversamente abili, migliora comfort e qualità della vita e favorisce l'integrazione con l'ambiente esterno parliamo di "casa intelligente" che lo diventa grazie alla Domotica .Ci consente di vivere lo spazio e di adeguarlo alle nostre esigente creando situazioni sempre più personalizzate e ci permette di gestire tutto dalle luci al clima.
Nel nostro paese non sembra così sentito lo sviluppo delle tecnologie informatiche come lo sono all' estero dove alla ricerca e allo sviluppo viene data molto più importanza, e l'adeguamento da parte degli utenti sembra avvenire in modo più naturale in una community nella quale tutti danno un apporto per migliorare e sviluppare prodotti che rispondano in modo adeguato alle esigenze. Tecnologie che permettono una comunicazione continua e costante tra le diverse figure che portano avanti un progetto come progettisti e produttori che potrebbero gestire contemporaneamente disegni e modifiche grazie a reti wireless le quali consento a chiunque in qualsiasi luogo di essere collegato alla rete e consentono una comunicazione diretta tra cantiere e studio di progettazione.
Molto utile ed interessante anche lo sviluppo di software in grado di ricostruire edifici del passato per poterli studiare nelle loro strutture ed organizzare tour virtuali al proprio interno.
Unico svantaggio portato da tutta questa nuova tecnologia ? La perdita dell'utilizzo della "matita" come strumento ma l'architettura è un modo di comunicare multimodale trasmettere informazioni per essere persuasivi, architettura dove pieno e vuoto contano allo stesso modo.


Bibliografia

Immagini e linguaggio del digitale.Le nuove frontiere della mente. Andrea Granelli,Lucio Sarno- Edizioni Il sole 24 Ore
L'architettura dell'intelligenza. Derrick de Kerckhove
Architettura & Pc. Mancia P.G.-Hoepli
Il progetto tecnico e i suoi strumenti-Hoepli
Digital Ground,Architecture Pervasive Computing and Environmental Knowing. Mccullough Malcom
E-Arcom: Sistemi informatici per l'architettura. AA.VV.- Alinea Editrice
DDD-"Un approccio alle nuove tecnologie per il design indostriale" Laura Loredana Micoli- Rivista trimestrale di Disegno Digitale e Design